Qualcuno ha scritto che Beppe Grillo sarebbe come un bambino che vuole portarsi via la palla. A me pare piuttosto il proprietario di una casa che ha dato ad alcuni ospiti le chiavi dell’appartamento i quali ora hanno deciso di cacciarlo via.
Ma vorrei documentare quello che affermo, allegando una sentenza in cui vedrete evidenziato in giallo il passo decisivo. Si tratta della sentenza di secondo grado della Corte di Appello di Genova (10/11/2021). Nome e simbolo del M5S sono di Beppe Grillo. È scritto nero su “giallo”. Tutti lo possono leggere.
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Che Grillo abbia autorizzato Conte a utilizzare nome e simbolo per l’ associazione che ora presiede non significa niente. Grillo può sciogliere qualsiasi contratto quando vuole. Questa è la realtà. O almeno quello che risulta dalla sentenza che per evitare discussioni alleghiamo integralmente.
Ora attendiamo che Conte con documenti alla mano ci dimostri che ci sbagliamo e che il nome e il simbolo sono invece dell’associazione che ora presiede.
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E, per favore, lo faccia prima del voto, perché gli iscritti del MoVimento (e per la verità tutti gli italiani) devono conoscere la verità su questa vicenda.
Paolo Becchi, 29 novembre 2024
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