“Le condizioni cliniche del Santo Padre nella loro criticità dimostrano un lieve miglioramento”. Lo affermava ieri sera il bollettino medico diffuso dal Vaticano, che stamattina si è limitato a riferire che Papa Francesco ha riposato bene “tutta la notte”. L’apprensione nella Chiesa resta tuttavia elevata visto che la prognosi resta riservata e i medici al momento non intendono scioglierla.
Fonti vaticane questa mattina hanno fatto sapere che “le condizioni sono come ieri sera”. Di positivo c’è che nelle ultime 24 ore “non si sono verificati episodi di crisi respiratorie asmatiforme“. “Alcuni esami di laboratorio sono migliorati – spiegava l’ultimo bollettino -. Il monitoraggio della lieve insufficienza renale non desta preoccupazione. Continua l’ossigenoterapia, anche se con flussi e percentuale di ossigeno lievemente ridotti”. Il quadro resta tuttavia critico. “I medici, in considerazione della complessità del quadro clinico, in via prudenziale non sciolgono ancora la prognosi. – si leggeva ancora – In mattinata (di ieri, ndr) ha ricevuto l’Eucarestia, mentre nel pomeriggio ha ripreso l’attività lavorativa“. Il Pontefice ieri ha ricevuto il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin e il Sostituto mons. Edgar Pena Parra, ma ha anche chiamato il Parroco della Parrocchia di Gaza per esprimere la sua paterna vicinanza e ha ringraziato “tutto il popolo di Dio che in questi giorni si è radunato a pregare per la sua salute”.
Il ricovero di Bergoglio
Come noto, nei giorni scorsi medici del Policlinico Agostino Gemelli di Roma hanno indetto una conferenza stampa per spiegare nel dettaglio le condizioni del pontefice. Partiamo dal principio. Bisogna tenere a mente che Bergoglio è un uomo di 88 anni che cammina già in carrozzina e che in giovane età ha subito un delicato intervento di asportazione di un pezzo di polmone.
Una bronchite lo ha colpito qualche settimana fa: tosse e difficoltà nel respiro lo avevano costretto anche ad interrompere un’omelia a San Pietro durante la messa per il Giubileo delle forze armate. Dopo aver provato a curarsi a Casa Santa Marta, il Papa è stato costretto al ricovero a causa di una attacco alle vie respiratorie che ha portato ad una polmonite bilaterale provocata da un’infezione polimicrobica “insorta su un quadro di bronchiectasie e bronchite asmatiforme, e che ha richiesto l’utilizzo di terapia cortisonica antibiotica”. I sanitari hanno intrapreso un trattamento terapeutico “complesso”, potenziato nel corso dei ricovero.
Bergoglio sembrava reagire bene alle cure: si auto alimentava, per alcuni giorni ha trascorso diverse ore in poltrona e quando riusciva lavorava anche ai dossier più importanti. La situazione si è complicata ieri mattina, quando il Santo Padre è andato incontro ad una crisi respiratoria che l’ha costretto a ricorrere all’ossigenoterapia. Come spiegato dal professor Sergio Alfieri, in fondo, il Pontefice “non è fuori pericolo” anche se non in pericolo imminente di vita.