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Landini patetico: “In Italia svolta autoritaria”

Il segretario della Cgil torna in prima linea a caccia di visibilità: ecco le ultime sparate

landini Immagine generata tramite Flux
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Al peggio non c’è mai fine. Anche se l’asticella era già notevolmente bassa, si può sempre stupire al contrario. Maurizio Landini ci ha abituato a sparate d’autore: ricordate la rivolta sociale? Confermata, rilanciata, persino applaudita dalla sinistra, senza vergogna ovviamente. Ebbene, ora il sindacalista è tornato alla carica con un altro dossier caro ai compagni, la svolta autoritaria.

Immancabile l’attacco frontale al governo, una specialità della casa. Nel corso della sua filippica all’assemblea pubblica “Pace, lavoro, ambiente, diritti”, alla quale hanno preso parte sindaci e associazioni, Landini ha affermato: «Siamo di fronte a una deriva autoritaria e antisociale che si sta manifestando in modo sempre più evidente, minando anche il ruolo delle organizzazioni di rappresentanza». Una storia da film, naturalmente di finzione. Ma qualcuno gli crede pure.

E ancora: «Le condizioni di vita e di lavoro stanno peggiorando drasticamente. Il governo non solo non ha contrastato le decisioni dell’Europa, ma ha anche accettato i tagli alla spesa sociale, inclusi quelli destinati ai Comuni. La riduzione del debito viene perseguita attraverso il taglio delle spese invece di un aumento delle entrate, colpendo profitti e rendite. Investire in armamenti significa ridurre ulteriormente la spesa sociale. Questo modello è letale per le persone». Parole che si commentano un po’ da sole, d’altronde non ci si può aspettare molto di diverso. Il fascismo, il governo colpevole di tutto, la Cgil o meglio lui come unica ancora di salvezza.

«Siamo contrari alla politica di riarmo adottata dall’Unione Europea» ha proseguito Landini, allineandosi di fatto al Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, un possibile futuro alleato. «Continuiamo a ritenere che questa scelta sia errata», ha aggiunto certo delle sue posizioni, pur difficili da definire, data la mancanza di una proposta. Un po’ il manuale Schlein: criticare senza offrire alternative. E i risultati – nei sondaggi – si vedono. Il leader Cgil e aspirante leader della sinistra ha sottolineato come tale decisione non sia stata neppure votata dal Parlamento Europeo e come 800 miliardi siano stati destinati a spese militari, sottraendoli ad altri settori come il welfare e la creazione di posti di lavoro: «L’Europa si concentra sul riarmo, ma non ha una politica estera chiara. La paura tra le persone è tangibile, ma sostenere che la sicurezza si raggiunga solo tramite l’uso delle armi è una menzogna». Curioso che si interessi ora ai posti di lavoro dopo aver affrontato tematiche pressoché politiche, a testimonianza delle sue mire.

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Ma non è tutto, purtroppo. L’invettiva ha chiamato in causa un po’ tutto e tutti. Infatti Landini ha poi parlato del fallimento della globalizzazione, che ha avuto ripercussioni anche sugli Stati Uniti: «La globalizzazione ha portato alla delocalizzazione delle produzioni e alla finanziarizzazione dell’economia, con un predominio della finanza sugli Stati e sull’azione pubblica. Questo ha alimentato la precarietà e la competizione tra i lavoratori». Infine, dulcis in fundo, ha criticato la visione della libertà che ha prevalso negli ultimi 15-20 anni, definendola fondamentalmente basata sul mercato: «Questo concetto di libertà è contrario ai principi della nostra Costituzione, che invece parla di giustizia sociale. Le forze di destra hanno fatto propria questa visione, che ha acquisito una forte influenza culturale». Filosofia, nulla più. Ma la concretezza non è il forte della casa, lo sappiamo. Basti pensare agli incredibili silenzi quando c’è da parlare di Stellantis. Mutismo particolare, secondo qualcuno legato alla benevolenza dei giornali degli Elkann, pronti a sostenerlo nella sua cavalcata a federatore della sinistra.

Franco Lodige, 29 marzo 2025

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