Esteri

“Non si può gioire”. Meloni e la sentenza che azzoppa Le Pen

Il premier italiano: “La condanna colpisce il leader di un grande partito e toglie rappresentanza a milioni di cittadini”. Il Rn prepara la piazza

Giorgia Meloni e Marine Le Pen
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Giorgia Meloni, presidente del Consiglio italiano, ha commentato la condanna di Marine Le Pen, leader del partito francese Rassemblement National. “Non conosco il merito delle contestazioni mosse a Marine Le Pen, né le ragioni di una decisione così forte, ma penso che nessuno che abbia a cuore la democrazia possa gioire di una sentenza che colpisce il leader di un grande partito e toglie rappresentanza a milioni di cittadini”, ha detto la premier in un’intervista al Messaggero.

La sentenza contro Le Pen

Il 31 marzo, un tribunale francese ha condannato Marine Le Pen a quattro anni di carcere, di cui due con il braccialetto elettronico, e a una multa di 100.000 euro per appropriazione indebita di fondi europei. La sentenza include anche l’ineleggibilità per cinque anni, con effetto immediato, che potrebbe impedirle di candidarsi alle presidenziali del 2027. Le Pen ha annunciato che farà ricorso.

Le reazioni internazionali

Matteo Salvini, vicepremier italiano, ha definito la sentenza “una dichiarazione di guerra da parte di Bruxelles”. Anche Viktor Orbán, primo ministro ungherese, ha espresso solidarietà a Le Pen con un “Je suis Marine!”. Donald Trump ha paragonato il caso a quello che lo riguarda negli Stati Uniti: “Ricorda quello che è successo nel nostro Paese”.

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La risposta di Le Pen

Marine Le Pen ha criticato la decisione del tribunale, definendola “politica” e tipica di “regimi autoritari“. “Milioni di francesi saranno privati della candidata che oggi è la favorita”, ha detto. Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National, ha parlato di “scandalo democratico” e ha chiesto una mobilitazione popolare. Critico anche il premier francese, Francois Bayrou , secocndo cui “la Francia è l’unico paese in cui ciò avviene”. Per il procuratore generale della Corte di Cassazione francese, Rémy Heitz, invece, “questa decisione non è una decisione politica”. “La giustizia – afferma Heitz – non è politica, questa decisione non è una decisione politica ma giudiziaria, pronunciata da tre giudici indipendenti, imparziali”. Un verdetto, assicura l’alto magistrato, “in conformità con la legge, in applicazione dei testi votati dal Parlamento”.

Le divisioni in Italia

Mentre la destra italiana esprime sostegno a Le Pen, il centrosinistra critica la posizione di Salvini e Meloni. Marco Furfaro del Pd ha commentato: “Le Pen, che fa la paladina dei poveri contro le ‘élite di Bruxelles’, è stata condannata per aver truffato proprio Bruxelles”. Matteo Renzi ha invece espresso rammarico per l’esclusione di un leader politico attraverso la giustizia.

Il contesto europeo

La condanna di Le Pen arriva in un momento di tensioni tra i partiti nazionalisti e le istituzioni europee. Negli ultimi anni, Meloni e Le Pen sono state descritte come leader in competizione per guidare l’estrema destra in Europa. Dalla Russia, invece, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha parlato di “violazione delle norme democratiche” in merito alla condanna della Le Pen.

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