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Nuovi Cpr, l’Ue schiaffeggia gli anti-Albania: “È in linea con legge europea”

Il governo trasforma i due centri in strutture per il rimpatrio. L’Europa approva: “

Meloni migranti Albania © shironosov tramite Canva.com
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La Commissione europea ha confermato che il decreto italiano per attivare i Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) in Albania rispetta le norme Ue. Markus Lammert, portavoce per gli Affari interni, ha detto: “Siamo a conoscenza degli ultimi sviluppi e, in linea di principio, ciò è in linea con la legge Ue”. La Commissione monitorerà l’applicazione del protocollo Italia-Albania.

Come funzioneranno i centri

I CPR in Albania ospiteranno non solo migranti intercettati in mare, ma anche quelli già in Italia con provvedimenti di espulsione. Le strutture di Shëngjin e Gjader potranno trattenere persone fino a 18 mesi. Il governo italiano ha approvato un decreto il 28 marzo per estendere l’uso dei centri, rimasti sin qui inutilizzati a causa delle sentenze contrarie dei giudici sul trattenimento dei richiedenti asilo. Le due strutture, infatti, erano nate per ospitare i migranti provenienti da Paesi Sicuri recuperati in mare dalle navi italiane: qui sarebbero stati trattenuti, identificati, valutata la loro richiesta di asilo e, in caso di esito negativo, rimpatriati al proprio Paese di provenienza. Tuttavia, nessun giudice al momento ha mai convalidato il trattenimento alla frontiera vanificando di fatto l’utilizzo del protocollo con l’Albania. In attesa della sentenza della corte europea, il governo ha dunque deciso di utilizzarlo in altro modo.

“Siamo a conoscenza degli ultimi sviluppi riguardanti il decreto”, ha detto il portavoce europeo. “Siamo in contatto con le autorità italiane. Secondo le nostre informazioni, la legge nazionale italiana si applicherà a questo centro, come è stato finora il caso per l’asilo. In linea di principio, ciò è in linea con la legge dell’Ue. Lammert ha aggiunto che “in termini di soluzioni innovative” l’Ue è pronta ad esplorare tutte le soluzioni “in linea con gli obblighi previsti dal diritto dell’Ue e internazionale e dai diritti fondamentali”.

Meloni: “Premiato il nostro coraggio”

Giorgia Meloni ha commentato la decisione Ue in un videomessaggio: “Il modello Albania, criticato all’inizio, ora raccoglie consensi. L’Ue propone centri simili in Paesi terzi. Avevamo ragione e il nostro coraggio è stato premiato”. La premier ha parlato durante il Border Security Summit a Londra. Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento Ue, ha definito la decisione una “vittoria per l’Italia”. Ha aggiunto: “La sinistra viene smentita: soluzioni innovative sono possibili e legittime”. Il protocollo con l’Albania potrebbe diventare un esempio per altri Paesi europei. Critica, invece, Elly Schlein: “Trasformare i centri in Albania in Cpr è “un tentativo maldestro di coprire il loro fallimento e la loro propaganda – ha detto – Per mesi ci hanno raccontato dell’effetto deterrente del modello Albania. Ora per decreto dicono che diventa un Cpr, il più caro della storia: 800 milioni di euro. Ma lì ci andranno solo persone che sono già in Italia con costi molto più alti. E’ un’altra fregatura sulla pelle dei più fragili e sulle tasche degli italiani”.

I dettagli del decreto Albania

Il decreto-legge n. 37 del 28 marzo permette il trasferimento in Albania di migranti già nei CPR italiani, senza che si annullino i provvedimenti di espulsione. Il Ministero dell’Interno potrà insomma decidere l’assegnazione ai centri, compresi quelli albanesi. Nei giorni scorsi la giudice Silvia Albano aveva sostenuto che invece i due centri non fossero utilizzabili a questo scopo. Smentita però da Matteo Piantedosi e, indirettamente, forse, anche dall’Unione Europea. La quale, nel frattempo, sta anche lavorando agli hub di rimpatrio.

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