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Schlein confusa e isolata: ecco chi vuole farle le scarpe

Dalla Picierno a Calenda, segretaria Pd alle prese con diverse magagne. Le ancore di salvezza? Rep e Landini

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Guerriglia riformista contro Elly Schlein. La segretaria del Partito Democratico continua a non convincere e gli ultimi sondaggi parlano chiaro: il centrodestra resta davanti nonostante gli anni al governo. La linea politica desta perplessità alle varie correnti e l’ex vice di Stefano Bonaccini può contare sul sostegno incondizionato di pochi, pochissimi fedelissimi. Ora la titolare del Nazareno deve tenere botta all’assalto organizzato dentro e fuori il partito, i nomi sono ormai noti a tutti. Con buona pace di chi vuole unire l’opposizione ma non riesce a unire nemmeno il suo soggetto politico.

Il Pd è balcanizzato, questo è noto. E negli ultimi giorni si è parlato a lungo dell’asse formato da Romano Prodi e Paolo Gentiloni. Tant’è che in molti hanno ipotizzato la manina della Schlein dietro il video della tirata di capelli alla giornalista di Quarta Repubblica Lavinia Orefici. La segretaria dem non s’è sbilanciata sul punto e non ha mai speso mezza parola per il caso Prodi. Ma sul gesto del Professore è intervenuto il suo braccio destro, la vicepresidente Chiara Gribaudo: “Lisciare i capelli a una giornalista è un gesto che si sarebbe dovuto evitare”. E ancora, in generale sul Pd: “Certi atteggiamenti paternalistici non aiutano”.

Commenti e speculazioni si sono moltiplicate dopo l’uscita di Franceschini e l’enfasi sui cognomi materni. Persino i sostenitori più fedeli della Schlein sembrano nutrire qualche dubbio: il sospetto che la mossa dell’ex ministro dem non sia stata altro che una strategia per seminare confusione. Potrebbe trattarsi di una mossa per spingere la leadership del partito a entrare in un dibattito sul fondamentalismo woke, un tema sicuramente divisivo, che avrebbe portato inevitabilmente a critiche da parte del centrodestra verso il Nazareno. Un complotto dentro un complotto? Forse un’ipotesi troppo sottile e complessa, ma solo il tempo dirà, mentre assistiamo ai contrasti in corso.

Come evidenziato in precedenza, non è solo un sospetto che dietro le quinte, dietro l’isolamento della Schlein, ci sia il Professore, che coinvolge Paolo Gentiloni e arriva fino appunto a Franceschini. L’obiettivo dei cattodem sarebbe quello di cambiare gli equilibri interni al Pd, cercando di mettere in minoranza la segretaria con l’aiuto dei parlamentari franceschiniani dell’Area Dem. Queste manovre interne sembrano finalizzate a impedirle di diventare la candidata premier. Prodi starebbe coordinando questa operazione, e il suo recente attivismo, con numerose interviste in cui ha duramente criticato Elly, non è passato inosservato.

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Ma non è tutto. La Schlein deve stare attenta alle ambizioni dell’ex alleato Carlo Calenda. La segretaria dem ha disertato il congresso di Azione, al quale è stata protagonista Giorgia Meloni, e l’ex titolare del Mise non ha lesinato stoccate all’italo-svizzera, pronta a tutto per compattare le opposizioni in funzione antigovernativa. Un’idea “testardamente unitaria” stroncata senza mezzi termini da Calenda, che ha riservato attacchi frontali all’alleato dem Giuseppe Conte: “Noi non stiamo nel campo largo perché c’è il solito problema con l’M5s e l’unico modo per avere a che fare con l’M5s è cancellarlo”. Ma a creare divisione è anche la posizione sui dossier principali, dall’Ucraina al riarmo, fino a Israele, dove la Schlein deve fare i conti con pressioni incredibili, spesso difficili da governare se non si ha polso.

A proposito del congresso di Azione, ecco l’altro grattacapo per la Schlein: Pina Picierno. La vicepresidente del Parlamento europeo è finita nel mirino del cerchio magico della segretaria per aver votato a favore del piano di riarmo europeo e per aver incontrato un gruppo di israeliani troppo di destra. L’aspirante rivale della Schlein dal palco di Calenda ha attaccato chi “cerca di fare voti con il pacifismo”. “Il Pd è un partito plurale con posizioni complementari tutte legittime” e “finché si parla di liberi cittadini mi pare una discussione decisamente surreale” ha aggiunto la Picierno: “Trarre profitto elettorale dalle paure, trarre vantaggio dal giusto e genuino desiderio di pace, sta alla politica come una truffa sta al commercio. L’alternativa non nascerà da questa polarizzazione, non nascerà da questa radicalizzazione. Il punto non è cosa salvare o cosa recuperare dalla nostra storia passata o recente, perché questo lo sappiamo già. Basta il buon senso, la verità”.

Una cosa è certa: la Schlein è isolata e in confusione. Le sono rimaste poche certezze: il sostegno indiscriminato di Repubblica, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e Maurizio Landini. Ma quest’ultimo può rappresentare un’arma a doppio taglio: tutti sanno le ambizioni politiche del segretario della Cgil, che potrebbe sfruttare l’asse con la leader piddina per poi proporsi come guida della sinistra. Lasciando così la Schlein con il cero in mano. Futuro nebuloso, molto nebuloso…

Franco Lodige, 30 marzo 2025

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