Esteri

Trump e la costruzione di un nuovo mondo multipolare

L’epilogo non poteva essere peggiore per Zelensky, messo alla porta in modo brusco: ecco perchè é la fine di un mondo

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L’epilogo non poteva essere peggiore per Zelensky, messo alla porta in modo brusco e la scena ripresa e diffusa su tutto il pianeta. È la fine di un mondo, la fine di quella guerra fredda che rischiava di diventare caldissima, e l’inizio di una possibile collaborazione pacifica tra Stati Uniti e Federazione Russa, che da grandi potenze si riconosceranno reciprocamente gli spazi di influenza.

Ha vinto Putin su tutti i fronti, per quello che voleva: la liberazione del Donbass e il riconoscimento della potenza della Russia post sovietica. Ha vinto Trump perché il vero nemico è la Cina e un accordo tra Russia e Cina sarebbe stato pericoloso per gli Stati Uniti.

Ha perso l’Ucraina che verrà ridimensionata nel suo territorio e ha perso l’Unione europea che continua a non voler capire il cambiamento epocale in corso. Il declino atlantico è inevitabile.

La Comunità Europa era nata con intenti pacifici, l’Unione cosa vorrà ora? “Cementarsi” sulla guerra? Iniziare la corsa agli armamenti? Se questa è la prospettiva dell’ Unione, meglio uscirne. Può apparire una soluzione estrema. Ma non vedo alternative: o l’Unione cambia rotta, o che senso ha farne parte? Ripeto la Comunità è nata per la pace, se l’Unione vuole la guerra tradisce la sua natura. Ecco perché oggi più che mai bisogna dire no all’esercito europeo.

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Per quanto riguarda il nostro paese è il momento del ritorno di Salvini. Lui non ha mai abbracciato Zelensky, lui ha dovuto subire e difendersi ma oggi può ripartire e ripartire da Trump, da un dialogo diretto con Trump. Vada, come capo di partito, negli Stati Uniti incontri i nostri connazionali e stringa la mano a Trump, al contempo dichiarando che la Lega non accetterà più l’invio di armi in Ucraina. Anche a costo di far cadere il governo, se il governo insiste su una linea ormai insostenibile.

Paolo Becchi, 1° marzo 2025

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