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Truppe in Ucraina, il vertice di Macron parte male: ecco chi si è sfilato

Il britannico Starmer pronto a inviare soldati a Kiev, ma i primi Paesi si sfilano: ecco servito il caos

ucraina © sk tramite Canva.com
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Truppe o non truppe, questo è il dilemma dell’Europa. Sì, perché mentre gli Stati Uniti di Donald Trump muovono passi concreti per arrivare alla pace, il Vecchio Continente torna a parlare di soldati in Ucraina. Oggi pomeriggio si terrà una riunione informale all’Eliseo tra i più importanti leader europei, Giorgia Meloni e leader Ue-Nato compresi. Un consigliere di Emmanuel Macron ha spiegato che “a seguito dell’accelerazione sulla questione ucraina e anche a seguito di quanto affermato dai leader americani, gli europei devono fare di più, meglio e con maggiore coerenza per la nostra sicurezza collettiva”.

Come evidenziato in precedenza, il dibattito è legato al possibile invio di truppe in Ucraina. Una ipotesi lanciata diverso tempo fa da Macron, alla ricerca di consensi in patria, ma stroncata dagli altri leader Ue. Ora è il turno del laburista Keir Starmer, che s’è detto “pronto e disponibile” parlando di “boots on the ground” per contribuire alla sicurezza di Kiev nel quadro di un accordo di pace. Una pace duratura, è convinto, è “essenziale se dobbiamo dissuadere (il leader russo) Vladimir Putin da un’ulteriore aggressione in futuro”.

“Non lo dico a cuor leggero. Sento molto forte la responsabilità che deriva dal mettere potenzialmente in pericolo i militari britannici” le parole al Telegraph: “Ma qualsiasi ruolo che contribuisca a garantire la sicurezza dell’Ucraina aiuta a garantire la sicurezza del nostro Continente e la sicurezza di questo Paese”. Perché la fine del conflitto innescato dall’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, avviata il 24 febbraio del 2022, “quando arriverà, non potrà diventare semplicemente una pausa temporanea prima che Putin attacchi di nuovo”.

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Come l’appello di Macron di qualche mese fa, anche questo di Starmer sembra destinato al flop. La Polonia ha già reso noto che non invierà le sue truppe in Ucraina, ribadendo il sostegno a Kiev contro la Russia: “La Polonia sosterrà l’Ucraina come ha fatto finora: a livello organizzativo, in base alle nostre capacità finanziarie, umanitarie e militari. Non abbiamo in programma di inviare soldati polacchi nel territorio ucraino” le parole del primo ministro Donald Tusk prima di volare a Parigi per il vertice di Macron.

Sulla stessa lunghezza d’onda la Germania: è parlare della partecipazione di truppe tedesche a una forza di pace in Ucraina secondo Olaf Scholz. Intervenuto a un evento della campagna elettorale in vista del voto anticipato di domenica prossima, il cancelliere tedesco ha spiegato: “Il focus dovrebbe essere su un Esercito ucraino molto forte, anche in tempi di pace. Questo sarà un compito importante per l’Europa, gli Stati Uniti e gli alleati. E le questioni da discutere riguardo il quadro di sicurezza verranno affrontate quando sarà il momento”.

Ma non solo. Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha spiegato che “nessuno propone l’invio di truppe in Ucraina” per una missione di pace “perché la pace è ancora molto lontana”, Putin “bombarderà di nuovo l’Ucraina oggi e anche domani”. “Non vedo la pace all’orizzonte, anche se una delle riflessioni è come contribuire a farla arrivare il prima possibile”, ha aggiunto prima di definire “legittima” la riunione sull’Ucraina indetta da Macron: “C’è una nuova amministrazione che sta facendo nuove proposte sull’Ucraina, e allo stesso tempo stiamo per iniziare un quarto anno di guerra e di ingiustificata aggressione. È decisamente legittimo che, di fronte a questo nuovo scenario, gli europei si riuniscano e riflettano per prendere una serie di decisioni, perché tutto riguarda la nostra sicurezza e i valori europei”. Seguiranno aggiornamenti.

Franco Lodige, 17 febbraio 2025

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