Esteri

Ucraina, i negoziati e la sberla degli Usa all’Europa

Passi avanti per la pace, ma l’inviato di Trump per Kiev avverte: “La Ue non sarà al tavolo dei negoziati”

ucraina © palinchakjr tramite Canva.com
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Passi in avanti sul dossier Ucraina, ma l’Europa s’è presa una sberla non da poco. Ma andiamo per gradi. La seconda giornata della Conferenza sulla sicurezza di Monaco ha visto protagonista il dibattito sulla guerra tra Mosca e Kiev e sulle possibilità di raggiungere la pace. Sul palco della conferenza bavarese ha preso la parola anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha posto l’accento sulle prospettive di un accordo con la Russia, mostrando apertura a possibili concessioni sui territori occupati e sollecitando la creazione di un esercito europeo.

Entrando nel dettaglio del suo intervento, Zelensky s’è soffermato sul piano di pace messo sul tavolo dal presidente americano Donald Trump: “Siamo pronti a discutere un piano comune con gli Stati Uniti, ma Trump deve incontrare me prima di Putin”. Una cosa è certa, ha aggiunto il numero uno di Kiev: l’Ucraina non accetterà mai accordi stipulati alle sue spalle. L’ex comico ha poi messo in guardia sulla reale volontà di dialogo di Mosca: a suo avviso, infatti, Vladimir Putin non desidera raggiungere un accordo di pace e punterebbe a esibire Trump sulla Piazza Rossa il 9 maggio, non come leader rispettato, bensì come strumento della sua propaganda.

Zelensky ha chiarito pure che l’Ucraina non ha messo nero su bianco alcun accordo con Washington a proposito delle terre rare, rimarcando che il documento non è ancora stato finalizzato per garantire adeguata tutela agli interessi di Kiev. Tra questi priorità anche alla sicurezza, con la necessità di un’adesione dell’Ucraina alla Nato e l’urgenza di sviluppare congiuntamente un esercito europeo. Non sono mancati i campanelli d’allarme: secondo l’intelligence ucraina, il Cremlino avrebbe in programma di inviare truppe in Bielorussia durante l’estate. E ancora Zelensky ha accennato alla possibilità di un ritiro delle forze russe fino ai confini pre-invasione del 2022: “Quando parliamo di una pace giusta per l’Ucraina, sappiamo che non abbiamo la forza di espellerli da tutto il nostro territorio. Dobbiamo usare la diplomazia e il supporto dei partner, ma non arrenderci”.

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Ma il tavolo di negoziati resta da definire e, come evidenziato in apertura, l’Europa s’è presa uno schiaffone. Gli Stati Uniti non hanno fatto mistero della loro volontà di mantenere un distacco da Bruxelles nei colloqui. Il messaggio è molto chiaro, bisogna evitare gli errori del “formato Minsk”. L’Europa sarà consultata ma non siederà al tavolo, ha confermato l’inviato speciale di Donald Trump per l’Ucraina Keith Kellogg: alla domanda se l’Ue sarebbe stata presente ai colloqui programmati, Kellogg ha risposto di appartenere alla “scuola del realismo e che ciò non accadrà”. “Potrebbe essere come il gesso sulla lavagna, potrebbe irritare un po’, ma sono molto onesto” ha aggiunto: “Ai miei amici europei, dico: entrate nel dibattito, non lamentandovi del fatto che potreste, sì o no, essere al tavolo, ma proponendo idee, aumentando la spesa”.

Le parole di Kellogg sono chiare, limpide e cristalline, ma c’è chi vuole vederci un’apertura rispetto a JD Vance. Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani continua a invitare alla calma e a non agitarsi per le dichiarazioni americane: da Kellogg, “mi pare che ci sia un riconoscimento del ruolo dell’Europa, anche perché poi al tavolo della trattativa siamo i Paesi che hanno imposto le sanzioni. Quindi ovviamente dovremmo essere parte del confronto”. Lo sguardo di Bruxelles è rivolto a Parigi come possibile occasione per trovare una strategia comune che assicuri all’Europa voce in capitolo sulla fine della guerra.

Ma attenzione a quanto reso noto da Politico: alti funzionari dell’amministrazione repubblicana si starebbero recando a Riad in Arabia Saudita per avviare colloqui di pace con i negoziatori russi e ucraini. Il portale cita un parlamentare repubblicano e due funzionari statunitensi a conoscenza del piano: sarebbero in viaggio il Segretario di Stato Marco Rubio e l’inviato di Donald Trump per il Medioriente Steve Witkoff, ai quali nei prossimi giorni dovrebbe unirsi il consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz. Anche Politico ha confermato che non ci sarebbe nessun piano per ammettere al tavolo dei negoziati rappresentanti dei Paesi europei. Insomma, resta solo la speranza di contare qualcosa, ma i messaggi che arrivano confermano che il Vecchio Continente è destinato a rimanere escluso da qualsivoglia tavolo

Franco Lodige, 16 febbraio 2025

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